Perché la vostra vita va in un certo modo.

donna malessere

Perché la vostra vita va in un certo modo.

“Come rovinarsi o non rovinarsi la vita.”

Perché rovinare la nostra vita dipende solo da noi.

Voi pensate, quando le cose non vanno come vi aspettavate, che il mondo vada contro di voi, quando in realtà spesso siete voi che andate contro di voi stessi ed il mondo.

La ragione per cui non avete successo, non avete un partner o pochi amici, oppure un lavoro soddisfacente, dipende da voi.

Troverete sempre qualcuno che vi dirà di pensare positivo, che potete fare le tecniche varie, ma tutti questi sono palinativi per lo più inutili, ma sopratutto, smettetela di dare la colpa agli altri.

La realtà vera è che voi dipendete ancora dalle esperienze infantili che avete avuto e prima lo capirete e prima cambierete il corso della vostra vita.

Se avete ansia, paure non dobbiamo pensare che sia normale vivere così, se vi sentite pieni di rabbia, quando pensate di essere asociali, oppure non riuscite a lavorare o studiare, quando vi rendete conto che non riuscite ad avere rapporti con gli altri, non è perché io sei nato timido o introverso, non è vero!

È perché voi avete avuto problemi nell’infanzia.  Se non accettate questo, siete già condannati ad una ripetizione inconscia infinita.

Se lo accettate invece avete fatto il primo passo per la liberazione.

La liberazione vuol dire togliersi gli schemi mentali che vi hanno dato gli altri e che ci ha dato la relazione genitoriale nella nostra infanzia perché è quella che ci forma.

Se io ho avuto paura nell’infanzia, io avrò paura per tutta la vita.

Se io mi sento giudicata nell’infanzia, io mi sentirò giudicata per tutta la vita.

Se io mi sento in colpa per la mia infanzia, io mi sentirò in colpa per tutta la vita e non sarà una bella vita.

Se io ero arrabbiata, cercherò ogni pretesto per esternarla ancora.

Dunque, per poter vivere bene, la prima cosa che devo fare devo andare a guardare la mia infanzia.

“Come guardo la mia infanzia?”

Attraverso i sogni e l’analisi.

Mi sento spesso dire: “Ma io non sogno, come faccio?”

Bisogna anzitutto considerare che se io non sogno vuol dire che in realtà sogno, ma li rimuovo perché dolorosi, come dire, io non voglio sapere quello che mi è accaduto, non voglio sapere i messaggi che i sogni possono mandarmi rispetto alla mia infanzia.

Se voglio sapere la mia infanzia, devo andare a vedere perché la voglio o non la voglio vedere.

inseguire un sogno1

Se non la voglio vedere, devo capire perché non la voglio vedere, che paure ho.

E allora se ho delle paure vuol dire che devo vedere qualcosa che non mi piace.

Cos’è che non mi piace?

Cos’è che non voglio deturpare?

Quali sono le immagini idealizzate che non voglio cambiare?

Quelle dei genitori!

Cancelliamo molte parti delle emozioni e dei pensieri dei 0-12 anni, perché non vogliamo vedere come sono stati i nostri genitori, vogliamo illuderci sui nostri genitori.

Vogliamo pensare di aver avuto un’infanzia felice, sapeste quante persone ho ascoltato dicendo “io nell’infanzia sono stata bene” e poi quando sono usciti fuori i sogni si sono ricordati che di veramente bello c’era stato ben poco e molto del bello che si ricorda serviva ad allontanare ancora di più la verità di quanto si era stati feriti, umiliati e castrati

Ora parliamo un attimo dell’analisi.

Ci sono persone che ci mettono un mare di tempo, non siamo tutti uguali.

Il fatto è che dopo aver scoperto il trauma, noi questo trauma lo dobbiamo elaborare. Perché?  Perché il trauma che abbiamo scoperto in genere l’abbiamo scoperto con la mente e nella mente rimane e siccome la mente ha ancora dei condizionamenti lo mette dentro un cassetto e lì lo lascia. Per cui tanti dicono “Ma io ho scoperto il mio trauma e non ho risolto nulla”.

Un conto è vedere il trauma un’altra cosa è sentirlo emotivamente.

Se ad esempio ho scoperto con l’analisi dei sogni che mio padre mi picchiava, che mi urlava contro per un non nulla, però l’ho preso come un dato. Non mi fa fatto né caldo né freddo.

Se io non ricordo il dolore e la rabbia di quella frustrazione, io non ho scoperto nulla perché ho comunque coperto il trauma.

Allora, ci sono due fasi importanti: La prima è scoprire il trauma, e la seconda è liberare le emozioni

Legate al trauma.

infanzia negata

A volte ci si mette poco a scoprire il trauma, ma poi servono anni per elaborarlo in genere ci vuole più a elaborare il trauma che non a scoprirlo, perché va elaborato il senso di colpa e la rabbia.

Spesso mi chiedono: “Ma io dopo che ho scoperto quello che mi hanno fatto i genitori, come posso

Perdonarli?”

Ma perché li dovete perdonare dico io?

La soluzione sta nel trasformarli gradualmente in persone e come tali, con parti buone e cattive, avendo il coraggio di dichiarare ciò che di loro non ci piace e che ci fece soffrire.

Non possiamo decidere di perdonare una persona, siamo fuori strada se lo facciamo, ci trasformiamo in vittime consenzienti.

Il perdono è un fatto emotivo, non è un fatto razionale.

Io perdono una persona, perdono, cioè gli condono tutto quello che ha fatto, se sono riuscita a capirlo e a giustificarlo, ma alcune cose non possono essere giustificate, quindi la soluzione non sta nel perdono.

Perdonare, come ho già detto, richiede anzitutto che la persona ci abbia chiesto un perdono,

Perché dovrei perdonare una persona che non gliene importava di me e crede di essere anche nel giusto con l’alibi che siccome è padre o madre tutto gli era permesso.

Quindi quello me lo deve chiedere, non solo, ma mi deve dimostrare che è pentito,

Perché se non mi mostra che è pentito e me lo chiede formalmente, non va bene lo stesso, perché io ho sofferto davvero nel subire questa  persona e ho sofferto quando ero bambino.

Ma c’è un altro fatto negativo ed è che spesso quando si scoprono i traumi, le vittime non ne vogliono sapere di elaborarli.

Ho visto persone che hanno rovinato il loro lavoro e le loro famiglie, le loro mogli o i loro mariti o i loro figli per non vedere il loro trauma.

Soprattutto nei casi gravi di vessazioni psicologiche, distruggono le loro famiglie, la moglie e i figli, per non accettare che il padre o la madre li abbiano abusati psicologicamente.

Perdono il loro lavoro, spesso e volentieri, fanno di tutto per danneggiare le relazioni con gli amici, si rovinano la loro vita per non capire che i genitori li hanno distrutti dentro, perché non possono accettare di demolire la figura dei genitori e allora demoliscono la loro vita pur di non demolire quella dei genitori.

i genitori disfunzionali
i genitori disfunzionali

Accettare la verità e la caduta dei genitori non è facile.

Perché ci si sente soli, ci si sente scoperti, ci si sente senza protezione perché i nostri genitori sono la nostra protezione.

Rinunciare alla protezione illusoria fa male, anche se è illusoria, perché è rinunciare alle

Proprie illusioni.

Noi viviamo di illusioni.

Noi abbiamo sempre vissuto di illusioni.

Noi non vediamo il mondo intorno a noi perché non abbiamo visto i nostri genitori.

Solo chi vede i propri genitori come sono, vede il mondo com’è all’intorno e non è un bel mondo.

Noi abbiamo una mente condizionata perché ci condizionano fin da bambini e ci condizionano anche le esperienze che abbiamo avuto.

Togliersi questi condizionamenti non è facile.

Non è facile togliersi soprattutto il condizionamento dei genitori che ci toglie poi, una volta decaduti, il condizionamento della politica e anche quello della religione, perché riusciamo a vedere le cose come stanno.

Lo stare bene o stare male, dipende da noi.

Molti non sanno perché stanno male e io ho impiegato migliaia di ore per farlo capire alle persone perché nessuno glielo spiega.

Ma arrivati al punto cruciale e cioè di decondizionarsi completamente, la gente ha paura perché  ha paura di abbattere i suoi genitori.

Allora, quando uno mi dice “Io ho abbattuto la mente condizionata,” io vorrei chiedergli “Ma i tuoi genitori come li vedi?”

Anche perché una volta abbattuti i genitori appare l’angoscia di morte, è come se dovessimo morire domani e la dobbiamo affrontare con i mezzi che abbiamo, senza illusioni, perché le illusioni, quando sono caduti i genitori, sono morte.

“Come si fa a non abbattersi quando cadono le figure dei genitori?”

Amando noi stessi più di loro, amando la verità della nostra vita.

viaggio interiore

La cosa più difficile in un percorso interiore vero è di restare coi piedi per terra.

Però la maggior parte della gente non se la sente di affrontare questo rischio, di togliersi dalla mente i genitori disfunzionali.

I genitori li vediamo come Dei. Quando facciamo un percorso interiore ci accorgiamo che non sono Dei, nemmeno se hanno fatto un percorso interiore come me.

Poi, dopo che i genitori sono caduti, possiamo rivederli e decidere se hanno valore o non hanno valore, se sono brave persone o non lo sono, se hanno esperienza o non lo sono. E allora se riconosciamo che hanno un valore, possiamo ancora rivolgerci a loro in momenti di necessità, ma come persone, non come Dei, sempre mantenendo i nostri punti di vista.

Il fatto è che rinunciare ai genitori è la cosa più difficile che ci sia al mondo, perché è come rinunciare a Dio.

Allora alcuni preferiscono vivere nella follia, scelgono non vedere il mondo, sempre perché non hanno la forza di vedere davvero chi sono sati i loro genitori.

Io vi consiglio di Guardarvi intorno e vedete il mondo com’è.

Volete liberarvi di questo mondo?

Volete andare in un mondo migliore?

Dovete essere migliori voi, ma non con l’azione. Faccio il compitino che non serve a nulla. Non dovete fare i buoni, dovete diventare consapevoli e per diventare consapevoli dovete uscire fuori dalla prigionia dei vostri genitori.

Non esiste un altro sistema per evitare di rovinarvi l avita e che la vostra vita continui ad andare in un certo modo!

 

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