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Come curare il disagio interiore

IL PARADOSSO E LO SPOSTAMENTO DEL FOCUS COME CURA

Le tecniche paradossali e lo spostamento del Focus per promuovere il cambiamento e inabilitare i pensieri ripetitivi.

Il fine delle tecniche paradossali è indurre la persona a superare le sue paure facendogli percepire il desiderio di ciò che  creava lo stato di paura.

Le tecniche paradossali, sono state introdotte da Viktor Frankl,  con l’obiettivo  di attenuare la sofferenza provocata dalle proiezioni mentali limitanti, attraverso l’uso dell’umorismo e del paradosso.

Dopo aver completato gli studi secondari, Frankl studiò medicina all’Università di Vienna. Era particolarmente interessato alla neurologia e alla psichiatria e fu influenzato dal lavoro di Sigmund Freud e Alfred Adler. Frankl studiò anche filosofia e letteratura e fu attratto dalle filosofie esistenzialiste di Søren Kierkegaard e Friedrich Nietzsche.

Logoterapia

Negli anni ’20 Frankl iniziò a sviluppare il suo approccio unico alla psicoterapia, che chiamò logoterapia. La logoterapia si basa sulla convinzione che la motivazione primaria dell’essere umano non sia il piacere o la felicità, ma piuttosto la ricerca di significato. Frankl sosteneva che gli esseri umani sono guidati da un profondo bisogno di trovare un significato nella loro vita e che questa ricerca di significato è ciò che dà alla vita il suo valore e il suo scopo.

La logoterapia di Frankl si basa su tre concetti principali:

  1. Volontà di significato: Frankl credeva che gli esseri umani avessero un desiderio fondamentale di trovare un significato nella loro vita. Questo desiderio non è qualcosa che si impara o si acquisisce, ma piuttosto qualcosa che è innato nella natura umana.

  2. Vuoto esistenziale: Frankl ha descritto il vuoto esistenziale come uno stato di vuoto e insensatezza che può derivare da una mancanza di scopo o direzione nella vita. Sosteneva che il vuoto esistenziale è una delle principali fonti di ansia e sofferenza.

  3. Tre modi principali per trovare significato: Frankl ha identificato tre modi principali in cui le persone possono trovare significato nella propria vita:

    • Creando un’opera o un’azione: ciò implica contribuire a qualcosa di più grande di noi stessi, ad esempio attraverso l’arte, la scienza o l’attivismo sociale.

    • Sperimentando amore e intimità: ciò implica connettersi con altre persone in modo significativo.

    • Accettando la sofferenza inevitabile: ciò implica trovare un significato nella sofferenza stessa, riconoscendo che la sofferenza può essere una fonte di crescita e compassione.

Un paradosso è dato dalla coesistenza di due elementi contenenti emozioni opposte.

Gli esseri umani si muovono continuamente all’interno di un quadro paradossale, amiamo e odiamo la stessa persona, avanziamo e regrediamo allo stesso tempo, ma sopratutto, come intuì il grande filosofo “Adorno”, l’evoluzione umana si sviluppa attraverso due verità opposte.

“L’uomo è il figlio del suo passato ma non il suo schiavo, ed è il padre del suo futuro.”

-ViktorFrankl-

Abbiamo anche parlato  dello spostamento del Focus, che rappresenta l’arma segreta per spostare completamente l’attenzione di una persona, da quello che ossessivamente  ritiene essere il suo problema, a tutt’altra dimensione esistenziale.

L’Io di chi soffre qualcosa, fa diventare suo costituente anche la sofferenza, ed ecco che proponendo all’io un interesse altro, esso viene “distratto” dalla proiezione tossica primaria.

Un po come se ad un bambino che piange per paura che la mamma non torni, si propone di mangiare un gelato!

In questo caso, non si attende che la mamma torni, ma bensì che egli cresca, aumentando la conoscenza di se stesso, fino ad acquisire le capacità di gestione efficace delle proprie emozioni.

Lo spostamento del Focus è molto efficace quando si ha a che fare con persone nelle quali ad esempio, alla perdita di un affetto, questo evento fa si che esse vi rimangono legate nevroticamente, oppure anche quando si rivolgono contro se stessi, pensieri limitanti ripetitivi, come ad esempio la sensazione costante di non farcela o non di sentirsi in grado quando ce da affrontare qualcosa.

A livello terapeutico, le tecniche paradossali e lo spostamento del Focus, portano le persone a superare le loro proiezioni negative, per mezzo di una percezione mentale apparentemente contraddittoria.

La paura e l’intenzione paradossale

Viktor Frankl ha affermato che l’obiettivo principale delle tecniche paradossali è quello di “attenuare le paure individuali dei pazienti”. Secondo il suo punto di vista, una paura patologica deve essere sostituita da un’intenzione o un desiderio paradossale.

Questa prassi si applica soprattutto su coloro i quali soffrono delle varie forme d’ansia ed anche a chi ha paura di aver paura, tanto da portarli ad essere bloccati su decisioni da prendere o cose da fare.

La persona è invasa da pensieri negativi sulla possibilità di realizzare ciò a cui ambisce, pensa ossessivamente alla paura di non farcela o di non esserne all’altezza e ciò lo porta al fallimento.

Questo circolo vizioso  può essere spezzato attraverso l’impiego di tecniche paradossali e lo spostamento del Focus.

Il fine di tali tecniche è che la persona arrivi a desiderare ciò di cui ha paura, sottolineando il piacere che può portare una azione piuttosto che agli aspetti ansiogeni.

Per esempio, applicando il paradosso, ad un cantante che teme di inciampare prima di arrivare al palco per esibirsi, facendo una pessima figura, gli si può chiedere di inciampare goffamente davanti ad un gruppo di persone, fino a scatenare a loro ilarità.

Successivamente, si sposta il suo Focus, aggiungendo la possibilità una volta una volta rialzatosi, di arrivare sul palco ed andare verso una meravigliosa ragazza in prima fila, ( inesistente) che lui intento nel cadere non aveva potuto scorgere, e quindi invece di prestare attenzione al non cadere, potrebbe utilizzare il suo posto sul palco, ( cosa di cui ha paura), per ritrovare questa ragazza bellissima tra il pubblico.

Le tecniche paradossali

Queste due tecniche vanno usate in modo complementare l’una all’altra, ma non contemporaneamente.

Alla persona che desidera superare una emozione inabilitante, si chiede prima di tutto di non frenare il desiderio di controllare o modificare ciò che sta sentendo,  ed al contrario, viene invitata a manifestarle liberamente, casomai enfatizzandone i risvolti eccessivi.

È necessario che la persona rinunci al controllo quello che le accade e sopratutto di mettere in scena come fosse un attore, una versione esagerata dei suoi sintomi.

Il passo successivo è applicare le tecniche paradossali, che consistono in quanto segue:

  • Rievocazione del sintomo.  Al soggetto viene chiesto di provocare volontariamente i sintomi.  Si applica con successo sulle persone che credono di non avere nessun controllo sugli aspetti fondamentali della propria vita e quindi di non poter incidere sul proprio destino.
  • Restrizione paradossale e disincentivare il cambiamento. Consiste nello scoraggiare tutti i comportamenti che possano portare a cambiamenti positivi o miglioramenti, mostrando una visione poco utile degli stessi. È indicato per le persone che hanno difficoltà ad affrontarsi.
  • Cambiare posizione. Consiste nel creare una visione pessimistica sulla situazione del paziente, esagerandone problemi e difetti. Questa tecnica è indicata per chi tende a lamentarsi troppo o tendono a rispondere in modo aggressivo.
  • Incentivare le ricadute. Si porta la persona  a ricadere volontariamente nelle modalità distruttive che egli vuole sradicare, disilludendolo sulla sua capacità  di controllare la sua ricaduta.

Lo spostamento del Focus

  • Si ignora volutamente la richiesta di attenzione sui pensieri auto-sabotanti fatta dalla persona, insistendo invece in un dialogo contenente una visione basata su un forte incentivo positivo emozionale. Questo porta ad un allentamento del pensiero ripetitivo, facendo dilatare lo spazio affinché nella mente possano trovare posto pensieri nuovi e più neutri.
  • Nella dialettica con la persona, si creano richiami continui alla visione scelta come spostamento del focus. Nell’esempio del gelato al bambino che attendeva con ansia il ritorno della madre, si chiede apparentemente fuori contesto: Quali gusti preferisci? o anche;  Sai che il quella gelateria fanno un nuovo gusto che tutti fanno la fila per assaggiare? Facendo così si allunga il tempo mentale prima che la persona possa riproporre il suo schema abituale.
  • Consolidamento del Focus. Continuando l’esempio precedente: Pensa quanto sarebbe bello se tu fossi il proprietario della gelateria, potresti avere tutto il gelato che vuoi e offrirlo a tutti i tuoi amici.
  • Il fattore determinante per la riuscita di questa metodica, sta nella individuazione dell’oggetto desiderato più adatto allo spostamento, che ovviamente non può essere “non ecologico” ne tanto meno inventato, ossia, deve attingere a reali pulsioni profonde, vertere su desideri rimossi, e/o sull’appagamento di un desiderio di qualsiasi natura esso possa essere, compreso quelli della sfera sessuale o delle trasgressioni.
  • Così facendo si consolida lo spostamento mentale, si viene a creare un pensiero innocuo e portatore di desiderio evolutivo positivo, che si contrappone al pensiero primario inabilitante ed ossessivo, si viene a creare un premio compensatorio al lasciare la propria nevrosi.

L’efficacia delle tecniche

Le tecniche paradossali e dello spostamento del Focus, sono indicate soprattutto per chi presenta difficoltà al superamento dei propri schemi ripetitivi,   o che mostra una scarsa propensione a riconoscere le sue risorse per affrontare le difficoltà.

Adatte in particolare, i soggetti con grandi carichi ossessivi o fobie che non sono in grado di affrontare e che generano molta ansia.

Queste tecniche  vengono impiegate insieme a diversi approcci , La principale difficoltà risiede, però, nella grande abilità richiesta al terapeuta per metterle in pratica efficacemente. In caso contrario, il paziente tende a vedere tali tecniche come mere manipolazioni, alle quali non intende sottoporsi.

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